L’ opera d’arte oggi: creatività, gioco e progetto

L’opera d’arte si è evoluta molto nel corso del tempo, soprattutto negli ultimi 100 anni. E’ cambiata moltissimo sia nella forma sia nel modo di essere realizzata. In questo articolo voglio raccontare come approcciare un’opera d’arte quando la si vede esposta, e come il progetto che ci sta dietro sia diventato importante tanto quanto la realizzazione stessa.

E’ da un po’ di tempo che ho voglia di scrivere qualcosa riguardo all’arte contemporanea. Da quando ho iniziato a studiarla all’Accademia di Brera ne sono rimasto affascinato, perché al di là di tutte le sue contraddizioni credo che sia un campo di libertà espressiva come non ce ne sono mai stati nella nostra storia. All’interno dell’arte contemporanea è letteralmente possibile esprimersi come si vuole, utilizzare qualsiasi tecnica, dare libero sfogo alla propria creatività. Dipingere, scolpire, costruire complesse installazioni, realizzare eventi significativi. L’arte contemporanea è libertà, nella sua forma più pura.

Proprio per questo forse è difficile comprenderla.

Ed è questo il motivo che mi ha spinto a scriverne. Io non sono un artista affermato e il mio contributo all’arte contemporanea è molto scarso, però ne sono appassionato e spero di trasmettere un po’ di questa passione anche a voi che leggete, sia che siate artisti o pubblico.

L’arte contemporanea non è semplice da approcciare, ma esistono alcune “linee guida” per farlo, sia che si voglia realizzare delle opere d’arte sia che si voglia soltanto apprezzarle.

Credo che il concetto stesso di Opera d’Arte sia fondamentale da approfondire, perché nel corso degli ultimi 120 anni è cambiato moltissimo. Molti collegano ancora le parole “opera d’arte” con l’immagine di dipinti o sculture finemente eseguiti da un artista. Oggi non è sempre così.

L’opera d’arte oggi è un Progetto

4'33'' John Cage - spartitoIn realtà lo è sempre stata, solo che a partire dai primi anni del ‘900 gli artisti hanno cominciato a dare meno importanza al “prodotto finito”, concentrandosi invece sul “come” questo veniva realizzato. Anche Leonardo da Vinci prima di realizzare un dipinto lo progettava con cura, faceva molti bozzetti e solo quando era sicuro procedeva alla realizzazione del definitivo. Oggi la fase di progettazione è diventata il centro dell’attenzione degli artisti. Perché? Perché la varietà delle tecniche disponibili agli artisti è senza limiti. La scelta di uno specifico strumento è già di per sé una dichiarazione poetica: che sia la pittura, la scultura, il collage, il video, la fotografia, etc.

Se scelgo di dipingere ad olio nell’epoca del digitale è una precisa presa di posizione intellettuale. Così come se scelgo il video, la modellazione 3D o la performance.

Ogni scelta tecnica dell’artista ha un peso e non è casuale
(quantomeno non dovrebbe esserlo).

La scelta della tecnica non è che una parte della Progettazione. Anche il metodo utilizzato è importante, ed è l’artista a sceglierlo arbitrariamente, a seconda di ciò che vuole ottenere o semplicemente perché è il SUO metodo.

Spazio Agibile - Eric De Paoli ArtistaVi faccio un esempio personale: io ho realizzato alcune opere d’arte Relazionale, cioè un tipo di arte che indaga le relazioni umane. Una delle mie opere si chiamava Spazio Agibile ed era un’installazione che ho piazzato all’interno di alcuni pub, durante l’orario di apertura. Era composta da un nastro segnaletico da cantiere, che circoscriveva un’area di passaggio o dei tavoli. Il nastro di solito è un segnale di divieto, ma io vi avevo messo un cartello con scritto “Spazio Agibile”. Il mio scopo era creare uno stimolo contraddittorio, fare in modo che le persone di fronte a questo paradosso si chiedessero “entro o non entro?” e poi scegliessero. Il nastro poi veniva spostato, rotto, lo “Spazio Agibile” cambiava forma a seconda di cosa la gente decideva di fare. Il mio scopo era porre un problema, una riflessione sul rispetto dei divieti e sulla loro convenzionalità. Siamo noi che scegliamo cosa è vietato, e siamo noi stessi a poter superare i limiti auto-imposti.

Quello che vi ho descritto è un esempio di opera d’arte contemporanea, con la tecnica dell’Installazione. I materiali sono semplici, la procedura anche, ma l’opera non è soltanto il nastro e il cartello, né la forma dello spazio circoscritto. L’opera è composta soprattutto dalla relazione che il pubblico mette in atto, non consapevole di trovarsi davanti ad un’opera. Anche la non consapevolezza fa parte del “materiale”, perché se sapessero che si tratta di un’opera d’arte allora la loro percezione della situazione cambierebbe, mentre a me serviva la spontaneità, l’ingenuità diciamo.

Ci sono però artisti molto più famosi e importanti di me che hanno realizzato opere più efficaci.

“L’abbandono dei canoni tradizionali non ha significato abolire l’idea di canone, ma anzi ampliarla e rendere percorribili nuove tipologie di norme. La regola è diventata non a caso protagonista di molte operazioni concettuali […]. Costruire una regola in base a cui l’opera si realizza è diventato un carattere ricorrente dell’arte contemporanea. Questa tendenza riprende in modo speculare la necessità di impostare continuamente nuovi sistemi normativi anche nella vita civile: lo impone l’incontro tra civiltà, lingue e tradizioni diverse.[…]E’ del 1952 la prima esecuzione presso la Woodstock Artists Association del brano 4’33”, composto da John Cage ed eseguito al pianoforte da David Tudor. Sostanzialmente si trattava di un modo per esibire il silenzio. Articolato in tre tempi, 4’33” è stato composto nota per nota e ha richiesto mesi di lavorazione.”

Angela Vettese, Si fa con Tutto

La cosa fantastica di 4’33’‘ è che sullo spartito sono scritte solo le pause, ritmate secondo la tradizione compositiva, ma sono soltanto pause. Non ci sono note, nessun suono. Solo silenzio. Ma il metodo con cui è stato composto è assolutamente tradizionale e rigoroso. Questa è un esempio del rapporto dell’arte contemporanea con le regole. Di 4’33” John Cage ha elaborato altre versioni nel corso del decennio successivo, cosa che mostra come non siano solo 4 minuti e mezzo di silenzio punto e basta, ma dietro di essi c’è una progettazione meticolosa, che si può percepire dal fatto che in scena c’è effettivamente un pianista seduto al piano, che “suona” le pause!

“Si potrebbe, in effetti, tracciare una piccola storia della ricetta che parte da Mallarmé e Duchamp, passa attraverso le regole dei giochi surrealisti e soprattutto per i Cadavres Exquis, tocca John Cage e tutto l’ambito che della musica usa il concetto di spartito per la danza e le arti performative, arriva alle istruzioni date nel mondo Situazionista e in particolare da Guy Debord, a letterati come Frank O’hara e Jorge Louis Borges, ad artisti dell’area Fluxus come George Brecht, Yoko Ono, Seth Siegelaub che organizzò la January Show nel 1969 sulla base, appunto, di istruzioni. E non meno rilevante si rivelerebbe il mondo che mescola arte visiva e architettura o comunque le discipline del progetto […].”

Angela Vettese, Si fa con Tutto

Vi consiglio molto, per approfondire questo tema, il libro da cui ho tratto queste citazioni: “Si fa con Tutto” di Angela Vettese, edito da Laterza.

Ricapitolando

Per apprezzare appieno un’opera d’arte contemporanea è necessario guardare oltre l’oggetto esposto, ma guardare com’è fatto, con la curiosità di un bimbo. Idem per gli artisti, per realizzare opere d’arte contemporanea efficaci bisogna ritrovare un po’ lo spirito infantile dell’indagine fine a sé stessa, giocare liberamente con i materiali che si scelgono di utilizzare ma con il rigore tipico dei bambini. Si, perché i bambini giocano sempre molto seriamente, ci tengono al rispetto delle regole, perché è proprio nello stabilire e nel rispettare le regole che si crea lo spazio del divertimento. Ed è proprio stabilendo le regole del proprio metodo e rispettandole, che l’artista crea lo spazio dell’arte.

Eric De Paoli

Eric de Paoli

Mi chiamo Eric, sono un appassionato d'arte. Fin da bambino disegno per divertimento, ho studiato al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Brera. Ho realizzato alcune opere e partecipato a mostre d'arte contemporanea, con il linguaggio dell'Arte Relazionale. Attualmente mi occupo di Illustrazione e di Blogging. Sito Web | giovaniartisti.it

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