Maria Vittoria Conconi: ” L’Arte è suscitare emozioni negli occhi di chi la guarda “

Nell’ intervista di questa settimana approfondiamo la conoscenza di Maria Vittoria Conconi e del Sogno Tenchiano che porta avanti insieme alla sua community
Parlaci un po’ di te chi sei che studi hai fatto e di cosa ti occupi.

Sono nata a Sassari dove ho sempre vissuto, a parte una parentesi di un paio di anni a Torino. Dopo la maturità scientifica, mi sono laureata in Scienze Politiche e ho lavorato prevalentemente come libero professionista nell’ambito della formazione professionale e nel settore dei servizi culturali, realizzando eventi per lo più nella mia città. Dal 1990 faccio parte del direttivo dell’Associazione culturale “Materia Grigia”, impegnata in attività di promozione culturali, quali realizzazione di presentazione libri, laboratori letterari, teatrali, musicali e di scrittura creativa.

Racconta come hai scoperto questa passione per l’arte in te e come hai deciso di avvicinarti ad essa

Ho scoperto l’arte fin da bambina. Poi l’ho abbandonata per qualche tempo finché, è prevalsa in me la voglia di riprendere il vecchio sogno nel cassetto, di riprendere in mano matite e colori. Poi la voglia di comunicare ciò che sento e vedo.
Così ho maturato competenze artistiche come acquerellista e pittrice attraverso la partecipazione a diversi laboratori e la realizzazione di mostre personali e collettive che integravano la pittura con la musica e la letteratura.

In due parole, esprimi il concetto dell’arte, che cos’è l’arte?

Per me, è soprattutto suscitare emozione negli occhi di chi la guarda e, se possibile, trasmettere messaggi.

Quali sono i generi che preferisci?

Preferisco i ritratti, ma mi piacciono anche la paesaggistica e la natura morta.

C’è un artista in particolare che sia esso un musicista o uno scultore o altro dal quale ti è capitato di trarre ispirazione?

Riguardo la pittura traggo spesso ispirazione dalla pittura figurativa e da quella impressionista. Mentre, per quanto riguarda i soggetti o contenuti dei miei disegni o dipinti, traggo spesso ispirazione dalla musica, in particolare quella d’autore. Mi ispirano molto i testi e la musica di Luigi Tenco, un cantautore e compositore morto tragicamente giovane nel 1967, durante il 17° Festival di Sanremo.
La mia passione per lui nasce nel 1977, precisamente dieci anni dopo la sua morte. Quando lo ascoltai per la prima volta mi colpì subito la sua voce forte e calda. Una voce che raccontava “un mondo di luci”, di uomini che “in un giorno solo saltano cent’anni di storia”, sentendo all’improvviso di “non saper fare niente” “in un mondo che sa tutto”.

“Ciao amore, ciao” fu così il mio primo incontro con Luigi Tenco.

Era un’impressionante fotografia degli anni Sessanta. Anni in cui la società italiana si trovava in un momento di trasformazione che conteneva in sé una crisi per molti versi drammatica. Infatti in quegli anni il sistema economico mutò radicalmente comportando la trasformazione delle città in metropoli, lo sviluppo industriale e il boom economico- Dall’altra parte portò anche allo spopolamento delle campagne e allo smarrimento di una cultura rurale locale con conseguenze sociali ed economiche che oggi conosciamo bene. “Ciao amore, ciao” quindi, non è secondo me solo una canzone, ma un ritratto sociale. Furono dunque anche queste le ragioni che mi toccarono nel profondo e per ciò decisi di approfondire la sua conoscenza.

Ho scelto di rendere omaggio a Tenco, attraverso immagini da lui ispirate.

Da qualche anno ho scelto, di fare un omaggio visivo e musicale in collaborazione con il cantante algherese Paolo Zicconi. Lo abbiamo fatto attraverso serate concerto e con la presentazione di un compact disk a lui dedicato.
Il progetto, nato da iniziative e seminari di studio organizzati dall’associazione culturale “Materia Grigia”, nell’ambito della prima rassegna “La forza delle parole” dedicata appunto a Luigi Tenco, è sfociato nella realizzazione (con il beneplacito della famiglia Tenco) di un bel cd dal titolo “In qualche parte del mondo“. Paolo Zicconi canta Tenco.” Il cofanetto all’interno del cd presenta i testi di insolite perle della produzione di Luigi Tenco, con i miei oli e lo sguardo di Tenco in copertina da me disegnato. Sono dieci immagini di donne diverse tra loro perché in esse vi è rappresentata ora la dolcezza, ora il disincanto,  la forza, la timidezza, tutte però, con un denominatore comune: la poetica di Tenco.

Come nasce un’idea da cosa trai ispirazione

Dipende dai momenti e dai contesti. A volte mi piace osservare la natura, le sue forme e i suoi colori e poi reinterpretarla disegnando dal vero. Per fare questo porto spesso con me sempre un taccuino, una matita e i miei immancabili acquerelli.
Altre volte mi piace osservare e studiare la natura morta nelle sue innumerevoli forme come ad esempio una rosa secca o un paio di stivali rossi.
Spesso e volentieri, però, la mia ispirazione nasce dall’ascolto di un brano musicale. Oppure dall’ascolto dei testi e della musica di un cantautore che mi piace particolarmente. E allora mi avvicino alla sua musica o alle sue parole attraverso le immagini. Prima di fare questo, cerco di interpretare studiando il repertorio dell’autore nel suo insieme, accostandomi al suo stato d’animo e al suo contesto storico ma allo stesso tempo esprimendo il mio.

Maria Vittoria Conconi: ” L’Arte è suscitare emozioni negli occhi di chi la guarda “
“Vedrai Vedrai” di Maria Vittoria Conconi
Tra i tuoi lavori qual è quello preferito in assoluto

Il mio lavoro preferito è “Vedrai vedrai” perché rappresenta il ‘Sogno Tenchiano‘: la speranza: in questo caso la vedo come la speranza universale. È la speranza che tutti abbiamo dentro di noi di cambiare le cose. Non sappiamo quando ma “un bel giorno cambierà”.
Ecco, io vedo in questa canzone e nel mio dipinto, un messaggio di speranza. Luigi Tenco che l’ ha composta e che suona il pianoforte, continuerà a cantarla in uno spazio e in un tempo infiniti. La canzone, un capolavoro sia come testo, sia come composizione musicale, sia come interpretazione vocale, sembra scritta sotto forma di “preghiera”. Infatti Luigi Tenco chiede alla madre più tempo per potersi realizzare. Vedrai vedrai parla della paura presente nei giovani di fallire nella vita quotidiana e del conseguente timore di deludere la famiglia, ma dimostra anche un certo ottimismo sostenendo che “non so dirti come e quando, ma vedrai che cambierà”.

Che consiglio ti sentiresti di dare a quelli che iniziano

L’unico consiglio che mi sento di dare è di imparare la tecnica ma di mantenere sempre la propria spontaneità e il piacere di comunicare.

In che modo secondo te l’arte potrà migliorare la società e il vivere civile.

In una ballata meno conosciuta di Luigi Tenco, “c’è chi dice che l’arte non ha rapporti con la società, per cui l’artista vero non si occupa mai di problemi sociali, (…) C’è chi dice che l’arte non ha rapporti con l’uomo comune, per cui l’artista vero non può usare un linguaggio capito da tutti, Ma c’è invece chi pensa che l’arte ha un suo rapporto con la società…”
Io credo che l’arte e la creatività possano contribuire a migliorare la società e il vivere civile. Uno dei modi, è far avvicinare l’arte alle persone fin dalla prima infanzia. Le arti, anche sotto forma di gioco, possono svolgere un ruolo molto importante per trasmettere al bambino competenze utili per affrontare la vita e contribuire con la propria personalità a migliorare la società civile.

Qual è il messaggio che vuoi dare attraverso la tua arte?

Non c’è un solo messaggio da dare. Ce ne possono essere tanti. Io cerco di legare un messaggio ad uno stato emozionale.

Dove trovo notizie di Maria Vittoria Conconi
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Maria Vittoria Conconi

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Raffaella Cristiano

Blogger, Webwriter, Social Media Manager, Digital PR. Mi occupo di comunicazione digitale. Ufficio Stampa per Artisti Contemporanei. Ho quasi sempre un mio punto di vista. Mi entusiasmano le idee geniali, la creatività e le cose fuori dal comune, adoro uscire dagli schemi e gioisco quando un artista lo fa creando un capolavoro. Crea con me la tua strategia per vendere online. Linkedin

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