Intervista a Cristiana Zamboni: “L’ Arte è la raffigurazione della bellezza al servizio dell’uomo”

Nell’ intervista di questa settimana approfondiamo la conoscenza di Cristiana Zamboni, Un’Artista che ha tanto da raccontare ed emozionare.
Parlaci un po’ di te chi sei che studi hai fatto e di cosa ti occupi

Mi chiamo Cristiana Zamboni, ormai 46enne, sono una persona con l’esperienza di una vita non facilissima. Attualmente sono una donna molto consapevole del mondo in cui vivo e lavoro.
Amo raccontare me stessa attraverso la mia arte. Dopo una parentesi lunga 10anni come contabile, sono ritornata all’arte, a causa della crisi che mi ha portato a restare senza lavoro.

Quindi un grosso scoglio lungo il tuo cammino ti ha fatto ritrovare la tua strada?

Il sentirmi inutile e non poter far sentire la mia presenza nella società mi stava devastando, sentivo di avere ancora molto da dare, ma non sapevo come.
L’arte è sempre stata presente nella mia vita, era personale, mi aiutava nei momenti strani e particolari. Disegnavo quando dovevo prendere una decisione, quando mi sentivo stretta nelle ingiustizie. Non sono mai stata dotata di una capacità comunicativa verbale ma, ho sempre sentito che, attraverso il disegno, il mio messaggio arrivava più velocemente e completo alle persone e l’ho sempre prediletto.
L’arte e il gusto per il bello, sono sempre stati dentro me. Amo l’arte classica, la dignità di quel periodo storico, la capacità di sentire, l’essere e l’uomo, come centralità della sua vita. L’uomo doveva eleggersi al suo massimo splendore per essere utile alla collettività. L’intelletto era al servizio di tutti, soprattutto,  dei più deboli.

L’arte come comunicazione globale e scoperta della bellezza che allieta la vita.
Cosa che, ultimamente, non viene più considerata come aiuto alla sensibilità umana. Ormai, l’individualità, viene vissuta come pregio, non viene considerata l’essenza dell’uomo al servizio di tutti.

Qual è la tua mission?

Mi piacerebbe, attraverso le mie opere, aprire la consapevolezza del nostro periodo, verso qualcosa di più alto: al servizio della bellezza, che ci aiuterebbe a vivere meglio, ad avere una sensibilità più forte ed un pensiero più collettivo.
Ho deciso di mettere al centro delle mie opere la donna, come vita, essenza, sensibilità. Una donna che sin dalle sue fibre esprime forza, impegno, volontà di arrivare alle persone ed agli obiettivi. Una donna usata come metafora delle arti in generale, che comunicano sempre, a chi sa ascoltare.

Fare arte dev’essere percepito anche come un impegno sociale, non va distrutta ed usata solo per colpire, ma anche per educare e sensibilizzare. Sono convinta che una comunicazione più dolce, più rivolta al bello, a volte, colpisca e catturi l’attenzione dell’osservatore molto più velocemente. Creando uno spunto non critico, ma costruttivo. Vorrei, che l’osservatore si sentisse partecipe, ed al tempo stesso, un pò straniero, con la voglia di conoscere e contribuire all’opera.
Attraverso la luce e le ombre ben definite nelle mie opere, voglio mettere in evidenza che esistono i contrapposti in tutto ciò che viviamo. Sta a noi decidere da che parte vogliamo stare, se verso la luce o verso il buio.

Raccontaci i tuoi primi passi nella creatività

Dopo il liceo, ho studiato grafica pubblicitaria. Ero curiosa di comprendere la magia della pubblicità. Del suo essere comunicativa toccando la mente delle persone che, nemmeno si rendevano conto d’essere in un groviglio comunicativo quasi imposto.
Ho lavorato per qualche anno in uno studio pubblicitario, mi sono divertita moltissimo a comprendere i meccanismi della pubblicità e la sua superiorità elettiva, se fatta bene, ma sentivo che non era il mezzo comunicativo a me più consono.
Avevo bisogno di sentire la matita ed il pennello fra le mani, volevo giocare di nuovo con colori e materiali. L’uso di strumenti tecnologici mi allontanavano dal mondo dei colori.
Così, ho ricominciato a studiare disegno e pittura. Ho allargato i miei orizzonti anche attraverso una scuola di scultura.
Lavorare in uno studio di quadri d’arredo,  mi ha insegnato molto:

  • La concezione dell’uso del colore,
  • le grandi dimensioni,
  • l’usare il quadro come complemento d’arredo che ,inserito in un contesto ben definito, riesce a creare un angolo di bellezza.

Mi sono resa conto che un’opera aiuta e stimola tantissimo la mente e la sensibilità. Un’opera può trasformarti, cambiarti l’umore e migliorarti.

Sono pienamente convinta che l’arte sia un’ottima terapia per depressioni e malattie, s,a trasformarti e creare una visione positiva. Si veda coi bambini e le persone ammalate, aumenta le difese immunitarie ed è di ottimo risultato nei disturbi alimentari.

Racconta come hai scoperto questa passione per l’arte in te e come hai deciso di avvicinarti ad essa

Ho cominciato la mia vita coi colori da quando avevo tre anni. Vivevo a Milano in una casa con le pareti bianche, un richiamo ai colori molto forte, tant’è che diventarono subito un’allettante foglio bianco. Furono ben presto completamente colorate con qualsiasi colore e qualsiasi materiale. Quello che più mi dava soddisfazione era il lucido da scarpe. I miei genitori hanno imbiancato non so quante volte fino a quanto hanno ceduto e li hanno lasciati con le mie opere infantili. Sono rimaste lì fino a quando abbiamo ambiato casa.
Alle elementari, ricordo con molto orgoglio, vinsi il primo premio, istituito da Comune di Milano, per la foglia meglio disegnata.
Il disegno e l’amore per l’arte non mi hanno mai abbandonato e decisi di fare il liceo artistico. Nonostante fosse molto lontano da casa e dovessi svegliarmi molto presto, non ho mai risentito dello sforzo.
Credo di non essermi avvicinata io all’arte, ma che essa si sia avvicinata a me. Mi ricordo che, a volte, venivo un po’ presa in giro dagli amici e  compagni, perché invece di leggere i classici libri dell’età adolescenziale, ho sempre preferito libri di storia dell’arte. Sul mio comodino è fisso l’Argan con la sua bella copertina verde.
Mi piace andare per musei,vedere opere d’arte e starci delle ore. Se un’opera mi piace, sono capace di star ferma in piedi ad osservarla anche per ore, Di fronte alla Nike di Samostracia, la prima volta, credo di esserci stata almeno tre ore.

Se non avessi dipinto come avresti immaginato il tuo futuro?

L’arte e il provare a fare arte, mi fa star bene, è una necessità. Mi rimette in pace con me stessa ed il mondo che mi circonda. Diciamo che il mio amore primordiale resta il restauro e l’archeologia, la magia che si cela nelle cose del passato, nel ritrovare e far tornare alla luce monili ed oggetti costruiti e creati anni ed anni or sono, hanno dentro di loro una storia incredibile, il passato, epoche in cui la mente umana era rigogliosa e piena d’ideali. La comunità era il bene più prezioso e tutto era al servizio della collettività. I segreti che l’arte nasconde perché racconta, ma allo stesso tempo, rende tutta la storia misteriosa e piena di contraddizioni.
Non bisogna dimenticare che è sempre stato il mezzo di comunicazione primario, quando la parola ancora non c’era veniva usato il disegno e la capacità visiva per insegnare e comunicare.

In due parole esprimi il concetto dell’arte. Che cos’è l’arte?

L’arte, secondo me, è la raffigurazione della bellezza al servizio dell’uomo. L’arte è raffigurazione dell’essenza pura umana e della natura ed un buon utilizzo di essa ha una grande importanza nella storia e nel rendere migliore l’essere umano. L’arte è storia,scienza ,comunicazione, tutte queste cose insieme.

Quali sono i generi che preferisci?

Amo in maniera quasi viscerale, l’arte classica dei greci e romani, ne rimango sempre estasiata e sorpresa per la loro immensa capacità e, se pensiamo con quale contributo materiale riuscissero a produrre certe bellezze, devo dire che rimango basita. Mi piacerebbe poter fare una passeggiata nel loro tempo e fare tutte le domande sull’arte che necessitano di risposte. Adoro il Canova, forse più che dire che genere d’arte mi appassiona, è il singolo quadro od artista, che mi affascina. Ci sono anche quadri astratti che spesso catturano la mia attenzione, come Pollock.

C’è un artista in particolare, che sia esso un musicista o uno scultore o altro, dal quale ti è capitato di trarre ispirazione?

Come dicevo, sicuramente l’arte classica greco romana, la ricerca dell’anatomia umana. Poi, andando tra i grandi della storia dell’arte, passiamo da Leonardo, Michelangelo fino al Caravaggio che amo particolarmente, Degas e Renoir ed infine il Canova.

Come nasce un’idea, da cosa trai ispirazione?

A qualcuno so che, sembra un pochino assurdo ma, devo dire che, il tutto nasce da un sogno. Ci sono delle mattine in cui mi sveglio ed ho la prossima opera in mente. E’ difficile quando mi succede nel bel mezzo della notte, e non vedo l’ora che arrivi la mattina, per alzarmi e lavorare.

Nascono così ,lavoro direttamente su tela non facio bozzetti o prove, io comincio con un’immagine che mi è venuta in mente e poi cresco e lavoro insieme al quadro stesso. Non parto mai con un’idea completa di quel che sarà, magari di quel che vorrei che fosse sì ma, non so mai dire come finirà.
Intervista a Cristiana Zamboni: “L’ Arte è la raffigurazione della bellezza al servizio dell’uomo”
Libera di Cristiana Zamboni
Tra i tuoi lavori qual’è quello preferito in assoluto?
Sono tanti, diciamo che non li vedo mai perfetti. Una volta fissati ed appesi alle pareti di casa mia, vedo che avrei potuto fare od avrei potuto inserire colori od immagini. L’ultimo è sempre quello che preferisco. A volte mi capita di aver bisogno di cambiare un quadro passato e rinnovarlo, non lo stravolgo ma, lo cambio. Poi ci sono opere che ti lasciano il segno e ,nel tempo, hanno dato molte soddisfazioni, tipo “Libera” o “Non esisto” o “Luce dell’intelletto”che poi si portano dietro qualcosa di molto profondo di me stessa.
Che consiglio ti sentiresti di dare a quelli che iniziano?
 Prima di tutto, consiglio sempre, di lasciarsi andare all’arte, di non vederla mai, come un punto d’arrivo o di partenza ma, forse,come vita. L’arte e la passione per lei, è qualcosa di profondo ed essenziale. Io ci vivo, o meglio,ci provo, e a volte farla diventare un prodotto commerciale di sostentamento,  mi rendo conto che, ne sminuisce l’essenza.
Imparare ad ascoltarsi, ascoltare il proprio intuito, conoscere i propri limiti di bravura e capacità, accettarli e lavorarci sempre per crescere.
Osservare moltissimo l’arte che ci circonda, andare a mostre anche d’artisti poco conosciuti, si ha sempre da imparare. Non voler strafare, facendo tutto e partecipando a tutto, crearsi un buon curriculum artistico, ma non perdere mai l’amore che si ha per l’arte.
A volte, avvicinarsi tra artisti aiuta, confrontarsi, scambiare idee e consigli senza aver timore o paura d’essere giudicati, parliamo tutti la stessa lingua e possiamo capirci benissimo.
In che modo secondo te l’arte potrà migliorare la società e il vivere civile
Se partiamo dal presupposto che, l’arte fu il primo mezzo di comunicazione, da qui arriviamo a tutto. L’opera visiva ha la capacità di arrivare all’osservatore prima di mille parole o gesti. Che sia il colore o l’immagine a comunicare un messaggio, comunque sia, colpisce. Non amo l’arte usata come mezzo di provocazione o di choch. Assolutamente no! Amo l’arte che, attraverso il colore e lì’immagine, riesca ad entrare in sintonia con la sensibilità dello spettatore. Credo che l’ Arte abbia la capacità di risvegliare sensazioni primordiali dell’essere, dev’essere vista anche come una terapia: Guardo qualcosa di bello per sentirmi bene e migliorarmi. Da qui, ne diviene una conseguenza, io sto bene e sono ben disposto nei confronti degli  altri e così, la catena del sentirsi bene viaggia di persona in persona.
Oggi giorno, manca assolutamente la sensibilizzazione all’altro. Ci sono solo io, è ormai il mantra della nostra società. Ho eseguito due opere su questo tema “La società che siamo” e “La società che verrà” ( in copertina all’articolo) sono de dittici completamente identici fra loro tranne che per il colore, uno è bianco e l’altro è nero,così diventano completamente diversi uno tende a farti sentire ed intravedere un angelo quello bianco, l’altro,il nero, molti osservatori,  vi vedono un diavolo o un ariete.
Con l’aiuto dello studio, anche delle tecniche pubblicitarie e del colore, attraverso un’opera,si può entrare nell’animo della persona e renderla più partecipe a ciò che la circonda e sensibilizzarla anche al vivere sociale.
Mi piace molto quando, dopo una mia mostra, qualcuno mi avvicina e mi dice che si sente meglio e più rilassato,vuol dire che sono riuscita ad entrare nella sua sensibilità, e anche se per poco, a cambiarlo renderlo più predisposto al bello e a star meglio con chi lo circonda.
Qual è il messaggio che vuoi dare attraverso la tua arte?

Vorrei che le persone capissero che possono  stare bene con se stesse e con il mondo che li circonda. La bellezza aiuta a migliorarci, e non sono io la prima a dirlo. Vorrei che l’arte fosse considerata come un dono e il guardarla come la pillola dello star bene, lasciarsi andare alla bellezza, farsi avvolgere da un’opera d’arte ci porta ad uno stato che ci riconcilia col nostro essere per viverlo pienamente. Ci ritroviamo avvolti dalla mediocrità, le notizie e i media possono colpirci con tutte le notizie che vogliono ma, pariamo addormentati e ci lasciamo trascinare senza nemmeno rendercene conto. Mi piacerebbe far aprire anche un solo occhio alle persone, e far comprendere che, tutto questo non ci sta portando da nessuna parte.  Vedo la cultura e la società camminare all’indietro come gamberi, in balia di quello che la tecnologia ha deciso di farci fare, invece di comprendere che, così torniamo ad un passato che tanto denigriamo.  Pur considerando che senza quel passato non saremmo ciò che siamo.  La nostra società si sta perdendo e noi diamo la colpa a tutto fuorché a noi stessi ma, il problema siamo noi e la poca importanza che diamo a noi stessi, come bellezza nella bellezza del mondo.

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Intervista a Cristiana Zamboni: “L’ Arte è la raffigurazione della bellezza al servizio dell’uomo”
Cristiana Zamboni

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Raffaella Cristiano

Blogger, Webwriter, Social Media Manager, Digital PR. Mi occupo di comunicazione digitale. Ufficio Stampa per Artisti Contemporanei. Ho quasi sempre un mio punto di vista. Mi entusiasmano le idee geniali, la creatività e le cose fuori dal comune, adoro uscire dagli schemi e gioisco quando un artista lo fa creando un capolavoro. Crea con me la tua strategia per vendere online. Linkedin

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